Seminario  “Costruire un linguaggio di transizione nella Relazione Analitica”

Seminario “Costruire un linguaggio di transizione nella Relazione Analitica”

Costruire un linguaggio di transizione nella Relazione Analitica – Giornata di Studio

“…..Capisce Dottore?”

 

1 Giugno 2019 – ore 10:00 – 14:00

Sala Conferenze Opera Don Calabria

Via G. Soria 13 – Roma

 

 

Nel maggio del 2013, proponemmo una giornata di studio dal titolo “Quel folle dialogare…Parola e autocoscienza nella relazione analitica” per aprire una riflessione e una discussione sul dialogo  analitico.

Ci chiedevamo in quell’occasione se possiamo considerare la parola come manifestazione emergente dalla corporeità e capace di raggiungere e “toccare” la dimensione corporea stessa.

A distanza di sei anni, continuiamo a studiare e riflettere sullo speciale tipo di relazione che è la relazione analitica e sullo speciale tipo di dialogo che si va costruendo al suo interno poiché consideriamo questa un’area di ricerca ancora non sufficientemente esplorata.

E ci chiediamo se e in che senso possiamo appunto considerarlo un dialogo, questo che si svolge secondo modalità comunicative specifiche e fondamentalmente differente da quelle di una relazione comune.

 

“Capisce dottore?”

Domanda che ci conduce nel mondo di chi ritiene che possa esistere qualcuno che comprenda quando ad egli stesso risulta difficile comprendere.

Le parole di ci chiede se noi lo capiamo racchiudono storie ed esperienze spesso difficili da rappresentare e quindi difficili da comunicare, da mettere in comune.

E in questa spinta a volere che qualcuno capisca che si pongono per il paziente i presupporsi per il costituirsi di una possibilità di dire a se stesso in modo più funzionale al proprio vivere.

La Relazione Analitica rappresenta il contesto in cui le modalità di comunicazione possono consentire la realizzazione di una esperienza che costituisca un tramite di comunicazione con se stessi.

La costruzione del “romanzo analitico” attraverso il dire tra analista e analizzando proviene dal progressivo costituirsi di un “linguaggio di transizione” che può porre le condizioni perché si attivi la capacità di comprensione, di ciascun partecipante alla Relazione Analitica, di quanto accade nella propria vita.

Diventa rilevante quindi riflettere ed approfondire i modi del comunicare dei partecipanti alla Relazione Analitica, su quella che venne definita talking care al suo nascere e che può costituire un possibile orizzonte di osservabilità (Ferrari, 1986).

 

Modalità di Iscrizione

Inviare una mail di adesione al nostro indirizzo di posta elettronica: info@unoebino.it

La partecipazione alla giornata è gratuita.

 

scarica qui la presentazione della giornata studio

 

CORPOREITÀ L’Oggetto Originario Concreto: un’ipotesi psicoanalitica in espansione

CORPOREITÀ L’Oggetto Originario Concreto: un’ipotesi psicoanalitica in espansione

  • A cura di
    ALBERTO PANZA, MASSIMO ROMANINI, SILVIA TAURIELLO.
  • Editore: Libreria Editrice Ca’ Foscarina
  • Data pubblicazione: 2009
Descrizione
L’orizzonte rappresentativo su cui si svolge l’avventura analitica è delineato dai grandi temi dell’esistere: vita e morte, continuità e discontinuità, tempo lineare e tempo ciclico, aspetti entropici e negentropici, soggettività e alterità, mascolinità e femminilità di base, corporeità e fisicità. Si tratta dei grandi nuclei tematici della vita, le “cure ontologiche fondamentali”. Questi temi antropologici non assumono tuttavia, nella relazione analitica, l’aspetto di sintomi suscettibili di risoluzione; infatti il fulcro dell’attenzione non si situa certamente nell’elaborazione – peraltro interminabile – di questi contenuti, quanto nell’osservazione del modo in cui l’analizzando si dispone in relazione ad essi, nella variegata trama di consonanze e dissonanze che si alternano, come in una partitura complessa, nel rapporto tra pensare e sentire che ha luogo nel suo sistema psicofisico. Se il corpo è la sede e, contemporaneamente, l’origine delle varie ‘partiture’ emozionali, il rapporto (o il non-rapporto) tra corporeità e pensiero è la frontiera, l’orizzonte in cui la sovrapposizione tra ciò che è pensabile e ciò che non lo è acquista una evidenza assoluta.

Seminario teorico-pratico “La relazione tra corpo e mente nello psicoanalista” Roma, 16 Giugno 2018

SEMINARIO TEORICO PRATICO CON ANNA SINISCALCO

“La relazione tra corpo e mente nello psicoanalista”

Roma, 16 giugno 2018

Opera Don Calabria – Via Soria, 13

Nell’intento di integrare la presentazione della nostra ipotesi di lavoro teorico/clinico (ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto) , con altre ipotesi e discipline affini nella loro differenza, abbiamo il piacere di offrire ai partecipanti ai corsi di approfondimento teorico/clinico un seminario con  Anna Siniscalco, Istruttrice Certificata di Accademia di 6° grado dell’International Yang Family Tai Chi Chuan Association (IYFTCCA).

Il Tai Chi Chuan nasce come arte marziale di difesa, cinese, ed è una disciplina di energia e medicina, ora riconosciuta anche dall’OMS.

L’idea di questo seminario nasce dall’avere osservato che questa disciplina, che si basa tra l’altro, sull’affinare la percezione di se stessi e dell’altro, sulla relazione dinamica con l’altro e sul rispetto reciproco nell’incontro, ha molti punti di affinità e di differenza con il nostro modo di intendere la relazione tra corpo e mente e anche la relazione analitica. L’esercizio di questa pratica poggia su di un’integrazione sempre più profonda della mente nel corpo.

L’incontro con questa disciplina può aprire orizzonti nuovi per chi si interessa della relazione analitica nella pratica quotidiana.

Anna Siniscalco parteciperà al convegno da noi organizzato nel prossimo mese di maggio, con una relazione dal titolo “Relazione, la presenza: ascolto e percezione”, in cui presenterà alcuni fondamenti del Tai Chi Chuan.

Successivamente, nel seminario ristretto ai soli partecipanti ai Corsi, offrirà l’opportunità di fare esperienza di alcuni fondamentali di questa disciplina.

Sarà meglio in questa seconda occasione indossare abiti comodi che non intralcino i movimenti (p.e. pantaloni  lunghi comodi, maglietta e scarpe da ginnastica).

E’ richiesta la presenza.

Anna Siniscalco è discepola del Gran Maestro Yang Jun, con il nome Yang Yamei, ed è Presidente dell’Associazione Dinamica Tai Chi Chuan e Arti Associate, Associazione sponsor del nostro Convegno di Maggio.

Il suo modo di porgere e insegnare questa disciplina è serio e profondo e potere avvicinarsi al Tai Chi Chuan attraverso di lei può costituire un’esperienza arricchente oltre che interessante.

Seminario “Relazione Analitica e Funzione Terapeutica. Variazioni sul Tema.” 18-20 maggio Roma.

Seminario “Relazione Analitica e Funzione Terapeutica. Variazioni sul Tema.” 18-20 maggio Roma.

L’uomo, in quanto animale sociale, non può non stabilire relazioni per potere esistere e pensare, per potere essere in relazione con sé stesso: relazioni tra le cose, tra sé e le cose, tra sé e gli altri. E questo è un fatto. Ma non sempre è necessario fare della relazione un oggetto di studio.

Nel nostro lavoro clinico noi dobbiamo invece trasformarci in quegli stolti che invece di guardare la luna che ci viene indicata, ci soffermiamo a guardare il dito: il modo e la forma in cui l’analizzando si dispone verso se stesso e il mondo, il modo in cui l’analista si dispone nel contesto della relazione analitica e il modo in cui questa speciale relazione, la relazione analitica, si costituisce e funziona.

Essa è per noi strumento e al contempo oggetto del nostro fare analitico. 

Se pensiamo alla relazione analitica e al suo costituirsi: possiamo ancora distinguerla, così come Ferrari proponeva, da qualsiasi altro tipo di relazione da lui compreso nel concetto di relazione comune?

Vorremmo ancora una volta creare un’occasione di incontro tra differenti prospettive, per cercare di progredire nella riflessione e nella conoscenza degli strumenti peculiari di cui ci serviamo nella pratica clinica quotidiana.

A tal fine, come nostra consuetudine, le relazioni verranno inviate in anticipo a tutti i partecipanti, in modo da rendere il dibattito quanto più possibile ampio e articolato, e affinché possiamo realizzare ancora una volta un incontro in cui sia feconda e piacevole l’esperienza di “lavorare insieme”.

Scarica il programma completo in formato pdf.

Per informazioni ed iscrizioni: info@unoebino.it

 

Prendere corpo. Il dialogo tra corpo e mente in psicoanalisi: teoria e clinica

Prendere corpo. Il dialogo tra corpo e mente in psicoanalisi: teoria e clinica

  • Autori e curatori
    Contributi
    Ana Maria Andrade de Azevedo, Luciano Angelucci, Maria Francesca Belletti Alessi, Nicoletta Bonanome, Paolo Bucci, Emilio Garroni, Isabella Ghigi, Alessandra Ginzburg, Maria Luci Ortiz Camara, Alberto Panza
  • Editore: Franco Angeli
  • Data pubblicazione: 2006
Descrizione
Nella riflessione psicoanalitica contemporanea, al corpo viene spesso riconosciuto un ruolo marginale, a volte inesistente, nonostante le precise indicazioni fornite sin dagli inizi da Freud sullo stretto legame tra rappresentazioni psichiche e funzioni somatiche. Le ipotesi elaborate da Armando Ferrari, da cui si diramano i contributi di questo libro, vedono invece nel corpo la matrice originaria delle funzioni mentali e, sulla linea delle più recenti scoperte in ambito neuroscientifico, incardinano la mente al compito di rispondere alle esigenze del corpo a cui appartiene.

Seminario “Esserci per Non Esserci – L’analista nella relazione analitica”

Giornata di studio

ESSERCI PER NON ESSERCI

L’analista nella relazione analitica

10 Giugno 2017 

Sala Conferenze Opera Don Calabria

 ROMA 

Ore: 10.00-14.00

La relazione analitica, nella proposta di A.B. Ferrari ha come oggetto se stessa e si svolge attraverso il duplice movimento dell’andare verso se stesso dell’analizzando e del tornare verso se estersso dell’analista. A distanza di anni da quando Ferrari studiò e propose la sua ipotesi dell’eclissi del corpo e formulò le basi per lo studio della relazione analitica, vorremmo in questa giornata soffermarci su alcuni aspetti centrali della sua proposta e su alcune questioni che meritano a nostro avviso approfondimento e critica: in particolare sulla posizione e sul ruolo specifico dell’analista, su questo tornare verso se stesso dell’analista all’interno della relazione.