l'istituto

LA STORIA   

L’Istituto Psicoanalitico di Formazione e Ricerca “Armando B. Ferrari” si è costituito formalmente nel luglio 2005 nel tentativo di esprimere in modo più organizzato ed esplicito il lavoro svolto da oltre quindici anni da un gruppo interdisciplinare di psicologi, psicoterapeutime psichiatri intorno all’ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto (O.O.C.) proposta dal prof. Armando B. Ferrari nel suo contributo “L’Eclissi del corpo” (Borla 1992).

 

L’ipotesi

 Tale ipotesi propone, in sintesi, il recupero della centralità della dimensione corporea relativamente allo sviluppo del pensiero psicoanalitico. La corporeità è infatti considerata la matrice della identità di ognuno e la matrice della funzione psichica, la quale, dunque, come primo ed unico oggetto ha proprio la corporeità che l’ha generata.

 

Partendo da questa ipotesi ed all’interno della cornice costituita dal modo di intendere la relazione analitica nel pensiero del Prof. Ferrari il gruppo di ricerca ha trovato un fertile terreno per porre il lavoro clinico come base, raffinare gli aspetti tecnici che lo caratterizzano e per approfondire ulteriormente la riflessione teorica. 

A scandire questo percorso, oltre le numerose pubblicazioni prodotte dai vari partecipanti, va dato particolare rilievo all’area di scambio costruita insieme ad un gruppo di colleghi della Società Psicoanalitica Brasiliana di San Paolo che condividono le impostazioni e le premesse di base derivanti dall’uso di tale ipotesi.   

 

Gli “Incontri Italo-Brasiliani”

 A partire dall’anno 2000 in Italia e in Brasile vengono promossi incontri periodici denominati : “Incontri Italo-Brasiliani”. I temi trattati  sono molteplici e riconducibili a: 

  • il lavoro clinico con Bambini e Adolescenti;
  • il lavoro clinico con i cosiddetti malati terminali;
  • la riconsiderazione dei concetti di difesa
  • regressione e di complesso Edipico, l’analisi per analisti. 

 

Inoltre negli incontri ha sempre trovato spazio un’ ampia riflessione circa le problematiche connesse all’integrazione del modello psicanalitico con il modello medico nel lavoro clinico. 

Gli incontri hanno permesso di sviluppare ed ampliare la riflessione teorico-clinica circa la pratica psicoanalitica e hanno suscitato interesse in altri colleghi appartenenti ad altre società psicoanalitiche brasiliane; in particolare quella di Rio de Janero, la Società del Mato Grosso do Sul, con sede in Campogrande e il Nucleo Psicoanalitico di Aracaju, Stato di Sergipe, affiliato alla Società Psicoanalitica di Recife, nonché la stessa società psicoanalitica di Recife.  

 TEMI DI RICERCA 

L’Istituto Psicoanalitico di Formazione e Ricerca “A.B. Ferrari” studia e sviluppa le tematiche inerenti l’ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto proposta da Ferrari che recupera la centralità della dimensione corporea nel funzionamento psichico.

 

Fin dalle origini della psicanalisi, l’attenzione a ciò che accade tra analista e analizzando durante ogni seduta è stato l’elemento caratterizzante che ha differenziato l’approccio psicoanalitico da qualsiasi altra relazione terapeutica.

 

Da Bion a Ferrari

Ma è stato Wilfred Bion che ha portato per primo l’attenzione sui processi trasformativi e sulla necessità di interessarsi alle funzioni dell’apparato psichico, piuttosto che alla struttura e ai contenuti, nell’hic et nunc di ogni seduta, piuttosto che a quella che potremmo definire un’archeologia della mente.

Armando Ferrari sviluppandone il pensiero fino a modificare alcuni aspetti centrali della proposta bioniana, ha voluto in modo ancora più attento studiare gli aspetti costitutivi della relazione analitica e delle diverse funzioni che svolgono al suo interno l’analista e l’analizzando, fino a trasformare quello che storicamente è stato l’elemento tecnico portante dell’approccio analitico, l’interpretazione, in quella che egli ha definito: proposizione analitica.

 

La Relazione Analitica

La relazione analitica così intesa è costituita da quella che Ferrari definisce costante dinamica, che consiste nel duplice movimento dell’andare dell’analizzando verso se stesso e del tornare dell’analista verso se stesso, essa si basa sulla necessità di stimolare nell’analizzando al massimo grado la responsabilità verso se stesso, le proprie emozioni, i propri pensieri, le proprie azioni.

 Egli è considerato come unico conoscitore in un primo momento inconsapevole, del proprio mondo e delle proprie potenzialità e all’analista viene attribuita la funzione di catalizzatore delle potenzialità insite nel sistema dell’analizzando.

Nuove proposte

In questa prospettiva ci chiediamo se ci sono ancora di qualche utilità concetti quali empatia, identificazione, identificazione proiettiva, resistenza, transfert, e altri ancora che hanno costituito il cardine del pensiero psicoanalitico e come possiamo considerare i concetti di malattia, cura, guarigione, accoglienza, responsabilità.

E anche come possiamo studiare questo particolare modo di essere in relazione, dal momento che ne siamo parte costituiva. Cioè come poter essere al contempo all’interno di qualcosa che vogliamo anche studiare ed anche perfino insegnare? Come essere al contempo partecipanti ed osservatori, dentro, tanto da potere partecipare ai processi trasformativi e fuori, tanto da potere dire circa ciò che andiamo facendo?

 ATTIVITÀ 

 Attività culturali e di ricerca

  •  Approfondimento ed evoluzione della ipotesi teorico-clinica dell’OOC 
  • Organizzazione di giornate di studio, seminari, convegni internazionali
  •  Pubblicazione di testi ed articoli scientifici

 Attività formative

  • Supervisione clinica
  • Corsi di formazione 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

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